La natura e l’educazione dei bambini nel pensiero di Maria Montessori

Dai primi del ‘900 Maria Montessori aveva osservato ed intuìto il profondo legame che esiste tra i bambini e la natura, cogliendone le infinite possibilità educative.  

Nel suo metodo ha integrato questo tipo di approccio nelle prime Case dei Bambini fino al renderlo concreto dall’infanzia al percorso di crescita adolescenziale. La Montessori sottolinea il contrasto esistente tra la vita naturale e quella sociale dell’uomo civilizzato, contrasto che va ad influenzare negativamente lo sviluppo durante l’ infanzia: Montessori infatti afferma che il bambino ha bisogno di “vivere” la natura, di conoscerla, facendone esperienza pratica, studiandola e sperimentandola. Di seguito vi proponiamo una serie di spunti e frasi salienti, tratti dai libri di Maria Montessori, che invitano alla riflessione e che secondo noi riassumono i concetti principali del suo metodo riguardo all’ambiente naturale in rapporto all’educazione.

Maria Montessori, natura e ambiente

“Nel nostro tempo e nell’ambiente civile della nostra società, i bambini (… ) vivono molto lontani dalla natura ed hanno poche occasioni di entrare in intimo contatto con essa o di averne diretta esperienza”

 â€œIl fatto più importante risiede proprio nel liberare possibilmente il fanciullo dai legami che lo isolano nella vita artificiale creata dalla convivenza cittadina”

 â€œCi sono ancora troppi pregiudizi, su tale argomento, perché tutti ci siamo fatti volontariamente prigionieri, e abbiamo finito con l’amare la nostra prigione e trasmetterla ai nostri figlioli. La natura si è a poco a poco ristretta, nella nostra concezione, ai fiorellini che vegetano, e agli animali domestici utili per la nostra nutrizione, pei nostri lavori, o per la nostra difesa. Con ciò anche l’anima nostra si è rattrappita…”

 “La natura, in verità, fa paura alla maggior parte della gente. Si temono l’aria e il sole come nemici mortali. Temiamo la brina notturna come un serpente nascosto tra la vegetazione. Si teme la pioggia quasi quanto l’incendio”.

Maria Montessori, il sentimento della natura

Tutte le esperienze che consentono al bambino di “vivere” e sperimentare la natura sono finalizzate ad accrescere il “sentimento della natura”, inteso come attenzione, rispetto, curiosità verso ciò che vive attorno a lui.

 â€œLe energie muscolari dei bambini anche piccolissimi sono superiori a quanto supponiamo: ma per rivelarcele occorre la libera natura…Se i bambini sono a contatto della natura, allora viene la rivelazione della loro forza…”

Questa forza non è solo funzionale alla crescita del fisico ma alimenta anche il “sentire” la natura, con ricadute benefiche sulla psiche, sulla mente, sullo spirito, arricchendo così le percezioni, l’apprendimento, la moralità.

“Il sentimento della natura cresce come ogni altra cosa; e non è certo trasfuso da noi con qualche descrizione od esortazione fatta pedantescamente dinanzi ad un bimbo inerte e annoiato chiuso tra mura, e abituato a vedere o sentire che la crudeltà verso gli animali è una necessità della vita. Sono le esperienze che lo colpiscono… Noi dobbiamo ai bambini una riparazione più che una lezione. Dobbiamo guarire le ferite inconsce, le malattie spirituali, che già si trovano in questi piccoli graziosi figli dei prigionieri dell’ambiente artefatto”


L’educazione nella scuola deve dare al bambino “motivi di attività, e insieme conoscenze che lo interessino perché egli è il più grande osservatore spontaneo della natura ed ha indubbiamente bisogno di avere a sua disposizione un materiale su cui agire”

Maria Montessori, le cure verso gli esseri viventi

“Le cure premurose verso gli esseri viventi sono la soddisfazione di uno degli istinti più vivi dell’anima infantile. Perciò si può organizzare facilmente un servizio attivo di cure alle piante e specialmente agli animali”

Gli educatori non devono portare pregiudizi di adulti nelle attività da svolgere in natura

“Ci siamo fatti un’idea troppo simbolica dei fiori: e ci adoperiamo più ad adattare l’attività dei bambini alle nostre idee, che a seguire il bimbo per interpretare i suoi veri gusti e bisogni…Essi desiderano compiere grandi lavori, e mettere in diretto rapporto la loro attività con i prodotti della natura…I bambini sono profondamente contenti di agire, di conoscere, di esplorare, anche indipendentemente dalla bellezza esteriore”

“Nelle esperienze che abbiamo avuto…Il lavoro più grato ai bambini, non è quello della semina, ma piuttosto quello del raccolto…E’ il raccolto che, si può dire, intensifica l’interesse nella semina…Tutti gli alberi fruttiferi si prestano ad analoghi lavori: la raccolta delle mandorle…delle fragole…
Anche i praticelli di erbe profumate sono di un interesse pratico: l’attività del bambino sta allora nel cercare, nel distinguere e nello scegliere le erbe di vario profumo… Naturalmente i fiori pure interessano: ma il cogliere i fiori è assai più contro natura che raccogliere i frutti offerti dalla terra a mezzo dei fiori…Infatti i bambini educati nella soddisfazione del loro spirito spesso si siedono accanto ai fiori per ammirarli: però subito si alzano in cerca di attività: perché è con l’attività che essi stessi fanno sbocciare germogli carichi di bellezza della propria piccola personalità”.

“Non è necessaria la finalità della semina e del raccolto per animare il bambino; egli si adopera con buona volontà alle azioni più semplici, che hanno uno scopo immediato, o che permettono di impiegare qualche notevole sforzo: come per es. ripulire i viali o le aiuole dalle cattive piante, spazzare via le foglie secche, o potare qualche vecchio ramo…”

Il giardino nostro

“Tutti gli esseri viventi tendono a localizzarsi e a porsi dei confini. Questo criterio si applica pure considerando la vita psichica. I limiti si devono trovare in quella giusta misura, che sta tra l’eccesso e l’insufficienza di spazio e di cose. Il bambino non ama il cosiddetto “campicello educativo” troppo piccolo per lui…Egli deve poter sorvegliare tante piante quante ne entrano nella sua coscienza, quante se ne fissano nella sua memoria, in modo che gli siano conosciute…Ci sono dunque dei limiti: i limiti del giardino nostro, ove ogni pianta ci è cara, ci dà il suo aiuto sensibile a sorreggere il nostro io intimo”

La natura e l’educazione cosmica

“Ogni cosa è strettamente collegata su questo pianeta e ogni particolare diventa interessante per il fatto di essere collegato agli altri. Possiamo paragonare l’insieme ad una tela: ogni particolare è un ricamo, l’insieme forma un tessuto magnifico”

Con questa immagine Maria Montessori chiarisce cosa intende con “educazione cosmica”:

“La vita si mantiene attraverso rapporti di interdipendenza; ogni cosa è intrecciata con le altre e i bambini possono farne esperienza attraverso l’osservazione della vita che si svolge, ad esempio, in uno stagno o in un terrario.”

Le attività proposte dalla Montessori hanno inoltre il merito di far conoscere il ritmo lento e scandito della natura e in relazione ad esso di rallentare anche il nostro…

“In questo nostro tempo, dove tutto è così veloce e dove spesso assistiamo al fenomeno del bambino “accelerato”, fare esperienza della natura aiuta i bambini ad imparare ad attendere, ad imparare che lo svolgersi dei cicli della natura ha tempi propri da rispettare.”

“Diamo il mondo al bambino”

Maria montessori

Per approfondire 

“Il metodo della pedagogia scientifica applicato nelle Case dei Bambini”, capitolo “La natura nell’educazione.


“La scoperta del bambino”

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